GLOSSARIO SULLA FINANZA AGEVOLATA

 

Aiuto Impresa S.n.c.

Finanza agevolata per la P.M.I. e la P.A.

 

 

 

 

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BREVE GLOSSARIO SULLA

FINANZA AGEVOLATA

 

 

 

 

 

 

 

AIUTI DI STATO

È considerato aiuto di Stato qualunque beneficio concesso dallo Stato che:

conferisce un vantaggio economico al beneficiario;

è selettivo e favorisce soltanto alcune imprese o alcune produzioni;

incide sugli scambi fra gli Stati membri.

Aiuto di Stato è quindi un vantaggio concesso dalle autorità pubbliche a favore di un'impresa, senza contropartita o con contropartita minima, rispetto al vantaggio erogato. Il regolamento di procedura sugli aiuti di Stato dispone che qualunque aiuto o regime di aiuti sia notificato alla Commissione per essere approvato prima della sua attuazione.

 

AREE DEPRESSE

Aree geografiche che rientrano negli obiettivi 1 e 2 dei fondi strutturali comunitari (Regolamento CE n.1260/1999). L´obiettivo 1 comprende le regioni in ritardo di sviluppo; l´obiettivo 2 comprende le aree in fase di mutazione socioeconomica nei settori dell'industria e dei servizi, le zone rurali in declino, le zone urbane in difficoltà e le zone dipendenti dalla pesca che si trovano in una situazione di crisi (vedi anche OBIETTIVO 1 e OBIETTIVO 2).

 

BANDO

Termine che indica gli inviti a presentare domande su leggi e misure agevolative emesse dai vari enti finanziatori europei, nazionali, regionali e provinciali.

 

BANCA EUROPEA PER GLI INVESTIMENTI

Istituto finanziario dell'Unione Europea per i finanziamenti a medio-lungo termine in alcuni settori. Membri della Banca Europea per gli Investimenti sono gli Stati membri dell'UE. Essa ha il compito di contribuire alla coesione economica, sociale e territoriale attraverso lo sviluppo equilibrato del territorio comunitario. Base giuridica della BEI sono gli articoli 198 D e 198 E, del trattato che istituisce la Comunità europea.

 

BUSINESS PLAN

Documento nel quale il progetto imprenditoriale, per cui si cerca un finanziamento, viene sviluppato in termini di linguaggio aziendale. Il business plan esplicita in termini quantitativi gli obiettivi da raggiungere e la loro compatibilità con le risorse (finanziarie, tecnologiche, di know-how e umane) di cui l'impresa dispone o dovrebbe disporre.

 

COFINANZIAMENTO

Principio secondo il quale i finanziamenti o le agevolazioni che un’impresa ottiene devono essere assistiti, in percentuali diverse, da quote di finanziamento dell’impresa stessa. Un esempio è rappresentato dai fondi per la formazione per i quali, a fronte di un finanziamento a fondo perduto pari all’80%, viene richiesto all’impresa di contribuire in misura del 20%.

 

DE MINIMIS (REGIME)

Introdotto nel 1992 dalla Commissione Europea, il regime di aiuto "de minimis" consente agli Stati membri di erogare, senza particolari vincoli, quelli che vengono ritenuti aiuti di importo poco elevato e che non possano falsare la concorrenza tra le imprese. Tale regime di aiuti è quantificato in un massimo di € 200.000,00 di contributi accordati nel corso di un triennio, anche per incentivi derivanti da leggi diverse.

La normativa "de minimis" non si applica:

a) al settore dei trasporti e alle attività legate alla produzione, alla trasformazione o alla commercializzazione dei prodotti di cui all'allegato I del Trattato istitutivo dell'Unione Europea;

b) a favore di attività connesse all'esportazione, vale a dire gli aiuti direttamente connessi ai quantitativi esportati, alla costruzione e gestione di una rete di distribuzione o ad altre spese correnti connesse all'attività di esportazione;

c) agli aiuti condizionati all'impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti importati".

 

CONCESSIONE DI GARANZIE

Si tratta di uno strumento atto a favorire le aziende che intendono fruire di finanziamenti e che non sono in grado di fornire idonee garanzie richieste dagli Istituti di Credito. Attraverso l'istituzione di particolari fondi, vengono concesse garanzie a sostegno, totale o parziale, di finanziamenti a medio lungo termine richiesti dai beneficiari a fronte di programmi di investimento.

 

CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO

S'intende l'erogazione di una somma di denaro che non va restituita. Il contributo può essere destinato a finanziare le spese di avvio, le spese relative ad investimenti oppure le spese concernenti la gestione di un'iniziativa. A titolo esemplificativo in caso di un investimento pari a € 500.000,00, ottenendo un contributo a fondo perduto del 15% verrà accreditata sul c/c della Società - successivamente alla rendicontazione - una somma pari a € 75.000,00

 

CONTRIBUTO IN CONTO CANONE - LEASING

Il contributo in conto canone è paragonabile a un contributo in conto interessi e si applica ad un contratto di locazione finanziaria; il suo effetto è quello di abbassare il costo dei canoni a carico del soggetto beneficiario.

 

CONTRIBUTO IN CONTO ESERCIZIO (GESTIONE)

Questo tipo di contributo è simile a un contributo in conto capitale; si differenzia da esso per quanto concerne l'imposizione fiscale. In questo caso il contributo viene identificato come ricavo e deve essere tassato nel periodo di competenza e per l'intero importo. Questo tipo di agevolazione viene concesso per contribuire alle spese di gestione (personale, pubblicità, viaggi, locazioni immobiliari, oneri finanziari, ecc.) che i beneficiari devono sostenere a fronte di un determinato progetto.

 

CONTRIBUTO IN CONTO CAPITALE

È l’equivalente del contributo a fondo perduto. È calcolato in percentuale delle spese ammissibili, debitamente rendicontate; non è prevista alcuna restituzione di capitale o pagamento di interessi. Oggetto dell'agevolazione può essere un investimento patrimoniale o una specifica categoria di costi.

 

CONTRIBUTO IN CONTO INTERESSI

È una forma di agevolazione che diminuisce il tasso di interesse applicato ad un finanziamento o leasing concesso a fronte di un programma di investimenti. Recentemente il contributo viene spesso erogato in forma anticipata. A titolo esemplificativo qualora si stipuli contratto di leasing a 5 anni per un ammontare di € 500.000,00 e gli interessi complessivi ammontino a circa € 50.000,00, qualora l’agevolazione preveda il 50% di abbattimento degli interessi verrà accreditata sul c/c della Società, in forma anticipata, una somma pari a circa € 25.000,00.

Il contributo in conto interessi normalmente intende la stipula del finanziamento e la richiesta dell'agevolazione come due momenti separati e di competenza diversa. Non vengono richieste particolari garanzie da parte dell'ente agevolatore, in quanto normalmente si ritiene sufficiente l'esito positivo dell'istruttoria effettuata dall'istituto finanziatore.

 

CREDITO D'IMPOSTA

Quando si matura tale credito, esso può essere utilizzato per compensare oneri e debiti d'imposta futuri (iva, contributi inps, ires, irap ecc.) attraverso il modello F24 ovvero il Modello Unico.

 

DETASSAZIONE

Consiste in una detassazione dal reddito di impresa (IRES). Se ne può fruire, in base ai dettami della legge, per periodi d’imposta che vanno da 1 a 5 anni. Alcune normative prevedono che la base imponibile venga ridotta nell’anno di esercizio in cui si è conseguito il beneficio stesso, mentre la maggior parte delle normative indicano di poterne fruire in 5 anni. Infatti qualora nell’anno di esercizio in cui si è conseguito il beneficio l’impresa sia in perdita o gli utili non siano sufficienti per una completa detassazione, la riduzione può essere riportata nei 4 anni successivi.

 

DIMENSIONI IMPRESA

Criteri enunciati nella Raccomandazione della Commissione Europea del 6 maggio 2003 (2003/361/CE) entrata in vigore il 1° gennaio 2005

Microimpresa: meno di 10 dipendenti, fatturato max 2 Milioni di Euro, attivo patrimoniale max 2 Milioni di Euro;

Piccola impresa: meno di 50 dipendenti, fatturato max 10 Milioni di Euro, attivo patrimoniale max 10 Milioni di Euro;

Media impresa: meno di 250 dipendenti, fatturato max 50 Milioni di Euro, attivo patrimoniale max 43 Milioni di Euro;

Grande impresa: valori superiori a quelli indicati sopra e/o partecipazioni da parte di altra/e impresa/e superiori al 25%

Si ricorda che ai fini del calcolo dei parametri dimensionali, occorre tenere conto di eventuali imprese controllate o dalle quali si è controllati per almeno il 25% del capitale o dei diritti di voto.

 

EQUIVALENTE SOVVENZIONE NETTA (ESN)

L'ESN Esprime, in termini percentuali, il valore dell'agevolazione concessa ad un'azienda, al netto dell'imposizione fiscale, rapportato all'intero ammontare dell'investimento. Al fine di rendere omogenei e confrontabili i valori, i flussi monetari devono essere attualizzati al 31 dicembre dell'anno in cui avviene il primo esborso relativo agli investimenti. L'ESN rappresenta quindi ciò che rimane all'impresa della sovvenzione ricevuta, una volta che sono state pagate le tasse.

 

EQUIVALENTE SOVVENZIONE LORDA (ESL)

Rappresenta il rapporto tra il valore dell'incentivo ottenuto e il valore dell'investimento ammesso, al lordo dell'imposizione fiscale. Esprime, quindi, in termini percentuali, il valore dell'agevolazione concessa ad un'azienda, al lordo dell'incidenza fiscale, rapportato all'intero ammontare dell'investimento. Al fine di rendere omogenei e confrontabili i valori tutti i flussi monetari devono essere attualizzati al 31 dicembre dell'anno in cui avviene il primo esborso relativo agli investimenti.

 

FINANZA AGEVOLATA

In linea di principio, per Finanza Agevolata si intende un complesso di strumenti molto differenziati tra di loro che si caratterizzano sempre in finanziamenti o contributi finanziari erogati da un soggetto pubblico a favore di un’impresa.

 

FONDO SOCIALE EUROPEO (FSE)

Il FSE è stato istituito con il Trattato di Roma del 1957 ed è il primo dei Fondi strutturali. Il compito del Fondo sociale europeo è quello di risolvere i problemi occupazionali causati dall'integrazione europea soprattutto attraverso la promozione di azioni di formazione professionale e riqualificazione professionale e di aiuti ai disoccupati, attuali e potenziali. I programmi FSE sono predisposti dagli Stati membri in collaborazione con la CE, in un'ottica di integrazione con i meccanismi di sostegno degli altri Fondi strutturali. La messa in opera è poi affidata alle competenti Autorità nazionali e locali, in partnership con il settore privato e la società civile.

 

FONDI STRUTTURALI

I fondi strutturali sono strumenti finanziari con i quali l'Unione Europea persegue la coesione e lo sviluppo economico e sociale in tutte le sue regioni. Mediante tali fondi l'UE si propone finalità sociali, in particolare in ambito occupazionale. L'obiettivo di questo sistema di azioni è quello di ridurre il divario tra gli Stati (o regioni di Stati) in ritardo di sviluppo e quelli più avanzati. I fondi strutturali comunitari previsti per il 2000-2006 sono quattro:

- FSE: Fondo sociale europeo

- FESR: Fondo europeo per lo sviluppo regionale

- FEAOG: Fondo europeo per l'agricoltura, orientamento e garanzia

- SFOP: Strumento finanziario di orientamento per la pesca

 

FONDO DI ROTAZIONE

È uno stanziamento pubblico a fecondità ripetuta. Lo strumento permette di accordare finanziamenti a medio termine, sulla base di una provvista mista con rimborso periodico.

 

FINANZIAMENTO AGEVOLATO

Tipo di agevolazione dove la stipula del finanziamento e la concessione dell'agevolazione avvengono contemporaneamente. Il finanziamento, se erogato, viene concesso esclusivamente a condizioni e a tasso agevolato. Generalmente i mutui agevolati prevedono anche periodi di grazio o di pre-ammortamento a tasso agevolato per due/tre anni.

 

MISURA

Secondo la normativa comunitaria in materia di Fondi strutturali, è lo strumento tramite il quale un asse prioritario trova attuazione su un arco di tempo pluriennale e che consente il finanziamento delle operazioni.

 

OBIETTIVO 1

Definizione utilizzata dall'Unione Europea per indicare uno dei tre obiettivi prioritari individuati dalla politica comunitaria; l'obiettivo 1 riguarda le aree in ritardo dal punto di vista dello sviluppo socio-economico-industriale.

Priorità assegnata nell'ambito dei Fondi Strutturali volta a promuovere lo sviluppo e l'adeguamento strutturale delle regioni in ritardo di sviluppo, e cioè con un PIL pro capite inferiore al 75% della media comunitaria.

Per l'Italia la zona obiettivo 1 comprende le seguenti regioni, interessate per intero:

- Basilicata

- Calabria

- Campania

- Puglia

- Sardegna

- Sicilia

 

OBIETTIVO 2

Denominazione impiegata dall'Unione Europea per indicare le zone in fase di mutazione socioeconomica nei settori dell'industria e dei servizi, le zone rurali in declino, le zone urbane in difficoltà e le zone dipendenti dalla pesca che si trovano in una situazione di crisi.

Le Regioni d'Italia che rientrano in zona obiettivo 2 sono:

- Emilia Romagna

- Friuli Venezia Giulia

- Lazio

- Liguria

- Lombardia

- Marche

- Piemonte

- Toscana

- Trentino Alto Adige

- Umbria

- Valle d'Aosta

- Veneto

 

OBIETTIVO 3

Uno dei tre obiettivi prioritari individuati dalla politica comunitaria. L'obiettivo 3 mira a sostenere l'adeguamento e la modernizzazione delle politiche e dei sistemi di istruzione, di formazione e di occupazione. Tale obiettivo non è regionalizzato.

Tale obiettivo fornisce un quadro di riferimento politico per l'insieme delle azioni a favore delle risorse umane su ciascun territorio nazionale, fatte salve le peculiarità regionali.

 

PARI OPPORTUNITA'

Principio di carattere generale le cui principali componenti sono il divieto di qualsiasi discriminazione basata sulla nazionalità e la parità tra uomini e donne. Tale principio è applicabile in tutti i campi, nella vita economica, sociale, culturale e familiare.

 

PARTENARIATO

Indica la necessità di compartecipazione o collaborazione di più soggetti per l'attuazione di un progetto. Il partenariato comporta obblighi di natura finanziaria, tecnica e gestionale. Le modalità concrete di partenariato possono essere diverse e sono specificate nei singoli programmi e inviti.

 

PON - PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE

Si definisce programma operativo un programma operativo il cui finanziamento è assicurato da più Fondi. Ogni programma operativo comprende quindi l'illustrazione degli assi e degli obiettivi; la descrizione delle misure previste per attuare gli assi prioritari; un piano finanziario indicativo; le disposizioni di attuazione. Il Programma operativo nazionale è elaborato dalla relativa Autorità di gestione (ovvero i Ministeri) ed è approvato dalla Commissione europea. Il QCS 2000-2006 prevede, per le regioni obiettivo 1, sette Programmi operativi nazionali:

1. Ricerca scientifica, sviluppo tecnologico, alta formazione;

2. La scuola per lo sviluppo;

3. Sicurezza per lo sviluppo del Mezzogiorno;

4. Sviluppo locale;

5. Trasporti;

6. Pesca;

7. Assistenza tecnica.

 

POR - PROGRAMMA OPERATIVO REGIONALE

Documento di programmazione regionale, approvato dalla Commissione Europea ai fini dell'attuazione di un Quadro Comunitario di Sostegno, elaborato dalle autorità regionali competenti, che specifica le proposte di intervento e le modalità di attuazione indicate nel QCS. È composto da un insieme coerente di assi prioritari, articolati in misure pluriennali, per la cui realizzazione è possibile far ricorso a uno o più Fondi strutturali e a uno o più degli strumenti finanziari esistenti. L'erogazione dei finanziamenti comunitari avviene solo dopo l'approvazione del Programma Operativo da parte della Commissione europea.

 

QUOTA CAPITALE

La quota capitale è la parte della rata di rimborso di un finanziamento che restituisce il capitale prestato. L'ammontare di tale quota è funzione dell'entità e della durata del finanziamento.

 

QUOTA INTERESSI

La quota interessi è la parte della rata di rimborso di un finanziamento che ripaga gli interessi ad esso relativi. L'ammontare della quota è funzione del tasso d'interesse, della durata e dell'entità del finanziamento.

 

RENDICONTAZIONE

Produzione e presentazione di tutta la documentazione relativa all'attività svolta, con la quale l'azienda chiede il riconoscimento delle spese sostenute nell'ambito delle iniziative finanziate.

 

RICONVERSIONE

Programma volto all''utilizzo di una struttura esistente per lo svolgimento di un'attività diversa da quella svolta precedentemente.

 

RIATTIVAZIONE

Programma volto all''utilizzo di una struttura esistente, della quale è accertato un permanente stato di inattività, per lo svolgimento di una o più attività, anche se diversa da quella svolta precedentemente, da parte di nuovi soggetti che abbiano una prevalente partecipazione nella gestione dell'impresa.

 

RISTRUTTURAZIONE

Iniziativa di riorganizzazione dell'impresa attraverso la razionalizzazione, il rinnovo, l'aggiornamento tecnologico degli impianti.

 

SOVVENZIONE

La sovvenzione è un aiuto finanziario concesso sotto forma di aiuto diretto o di agevolazione fiscale e simili. Nel concreto, può trattarsi di contributi a fondo perduto, anticipi senza interessi, partecipazioni al capitale di rischio. Nell'UE sono vietate le sovvenzioni che alterano la concorrenza. Deroghe sono consentite quando le sovvenzioni mirano a miglioramenti sociali, strutturali e regionali.

 

STAGE

Tirocinio previsto, in genere, nell'iter formativo di una attività corsuale, che si svolge di norma all'interno di un'impresa. Può avere finalità di carattere conoscitivo, di affiancamento, d'inserimento o di pre-socializzazione lavorativa.

 

SVILUPPO RURALE

Sviluppo equilibrato e diversificato di attività rurali finalizzato a:

- rafforzare il tessuto economico e sociale dei territori rurali;

- frenare l'esodo della popolazione, garantendo il mantenimento di un'agricoltura economicamente redditizia e diversificata e sviluppando contemporaneamente attività complementari o alternative (agriturismo, attività ricreative, servizi eccetera). La tutela dell'ambiente, delle risorse naturali, del patrimonio culturale e paesaggistico delle zone rurali sono alcune delle priorità principali.

 

SVILUPPO SOSTENIBILE

Approccio basato sulla scelta di una crescita economica equilibrata che tenga conto delle esigenze occupazionali e dell'inserimento sociale, dei bisogni delle imprese, della salute e del benessere di tutti nonché della tutela ambientale.

 

ULA - UNITA' LAVORATIVE ANNUE

Le ULA sono l’unità di misura del lavoro dipendente che le più recenti normative comunitarie e nazionali considerano ai fini della verifica del requisito di PMI.

Tale aggregato corrisponde alla somma del numero di dipendenti a tempo pieno, a tempo parziale o stagionali considerati per il lavoro effettivamente prestato durante l’anno.